A volte, al primo sguardo, la praticità del “portare” non si vede.
“Oh, poveretta..tutto il giorno si porta addosso questo bambino..”
Commenti di questo tipo sono frequenti per chi porta il proprio bambino.
Ma l’apparenza inganna. Una madre che porta il suo bambino è più libera
di una madre che lo mette giù di continuo.
Avere le mani libere, andare dove voglio – questo è qualità di vita.
Non dover chiedere a nessuno “mi aiuti per favore a salire sull’autobus?”,
questo è libertà! Un bambino portato per la maggior parte del
tempo è sereno. I genitori possono seguire le loro facende quotidiane
quando vogliono, lavare, pulire quando vogliono, passeggiare,
quando ne hanno il bisogno.
Se invece mette spesso giù il Suo bambino, lo scenario potrebbe
essere questo: Il bambino si lamenta perchè riceve troppo pochi stimoli.
Si annoia, perchè è “un portato”! Piange e chiede degli stimoli.
Lei deve interrompere ciò che sta facendo. Ha la possibilità di sedersi
sul divano con il bambino e di distrarrlo ma in cucina la pasta è già scotta.
E non riesce a concentrarsi davvero sul Suo bambino perchè
mentalmente sta facendo un’altra cosa. E’ irriquieta.
Il bambino lo sente e diventa insicuro – vuole sentirsi più sicuro e piange.
Un circolo vizioso che può portare allo sfinimento di entrambi ...
Madri, che non sono sicuri come tranquillizzare il loro bambino,
si chiudono sempre più in casa e restringono i propri contatti sociali e
le loro attività ad un minimo. La paura , che il bambino potrebbe iniziare
a piangere (p.e. al supermercato) e non fosse consolabile ,
domina tutto ciò che fanno e non fanno. Sicuramente è un pensiero
scomodo per tutti i genitori. E la soluzione ? Da subito si fa tutto in
due oppure se ne fa proprio a meno. Questo è la perdita di qualità di
vit a di cui si rendono conto i genitori dopo alcune settimane.
Se invece “ porta ” il S uo bambino sa che si tran quillizzerà in
qualunque luogo perchè il suo bisogno primario di contatto
e vicinanza viene soddisfatto. E non deve più piangere,
perché riceve il contenimento e la vicinanza di cui ha bi s ogno.